La forma del volto è ogivale, ha qualcosa di gotico nella piega delle labbra: una suppurazione giallognola, con una traccia di verde edera sull'ovale, le sciupa l'incarnato. Beve uno dopo l'altro boccali di birra mai colmi per l'effervescenza che trabocca, archetti fatui come di vino generoso che ammira controluce. Le frange flirtano con il suo corpo eburneo. La musica è ribattuta con trilli che incalzano. Quella sera davano il la di un'opera lirica, cui avrebbe voluto assistere, ma la fiacca di cui era preda da qualche tempo la fece demordere. Rincasare prestissimo, allungarsi sul letto, sorbire qualcosa di caldo, sarebbe stato tutt'uno e l'acme del piacere cui una donna come lei, in quello stato, avrebbe potuto sperare. Quella caffetteria era affollata da modesti borghesi con fiuto per gli affari ma digiuni di finezza estetica. Si sentiva a proprio agio, nessuno la infastidiva. Sbevazzava e nessuno le contava i bicchieri. Del resto anche quei borghesi annaffiavano la loro fortuna con coppette da cocktail. E quando, sul tardi, rincasava, nessuno la tallonava: nessun giornalista la pedinava per meritare un'intervista che sarebbe stata un'esclusiva, nessun paparazzo le tendeva un'imboscata per scattare una foto. Questo, se non era la sua opinione, era almeno la sua aspettativa. La prima fu un fiasco che nessun critico, neppure il più maldisposto per partito preso, avrebbe pronosticato. Quando, barcollando, s'avviò, il fischio degli spettatori le echeggiò per parecchio tempo, con un disagio che aveva già provato quando fu bocciata, qualche anno prima, da un pubblico sempre più esigente e sempre più grossolano. Tenne stretta la borsetta premendola sul seno, non per scaramanzia, ma perché le era rimasta solo quella del passato, quando aveva creduto di affermarsi come diva. Tra fazzoletti di carta, cerotti e igienizzanti, le due pastiglie nel portapillole, le chiavi e il telefonino. Nel cucinino avrebbe bollito l'acqua per il tè, e forse, la mattina dopo, si sarebbe svegliata. La mattina nessuno agganciò le ante ai ganci di chiusura.
L'acme del piacere testo di Paulus